TERESA CATTANEO

Biografia

Teresa Cattaneo nasce nel 1956 in una grande città, Milano; nel crescere si sposta in piccoli centri sempre più a contatto con la natura approdando attualmente a Vendrogno Lecco. Gli studi magistrali e agrari forgiano la sua mente razionale ed emotiva, scrive per una necessità interiore di comprensione e voglia di comunicare. Ha partecipato a diverse pubblicazioni collettive edite da Book editore (Quaderni di poesia Il Calamaio, Anthology of Italian Poetry, Antologia di poeti contemporanei Le Muse), nell’antologia ‘Vorrei che la voce’ dei poeti valtellinesi, è inserita nel ‘Dizionario Autori’ di Guido Miano Editore.E’ stata premiata al terzo posto nella seconda edizione del concorso di Progetto Alfa di Sondrio nel 2015. Presente a diversi eventi di reading poetico a Roma, Chiavenna, Sondrio, Premadio, Cosio, Vendrogno.


Cuore
 
Rima baciata
con amore.
Amore sponsale, filiale
amore sodale, universale.
Scintilla di vivacità
pathos, essenza dell’essere…
Si dice infatti
‘coltivare una passione’
‘tessere buone relazioni’.
Coltivare: faccenda contadina.
Tessere: intreccio sartoriale.
Umile vitale operare.
Cura della terra.
Cura della persona.
Cuore,
al suo centro una lettera rotonda
rotonda come un avvolgente abbraccio
tiene insieme le restanti sillabe,
le cure per ogni altro cuore.
Alisei  e monsoni.
 
I miei pensieri 
si affollano, si aggrovigliano
connessioni lucide e confuse,
esplicita mente contorta.
Che mai sarà
la mia mente?
Ingranaggio d’orologeria
anelli sdentati rotanti
momenti che si perdono
incespicanti e districantisi.
La mia mente,
cavallo al galoppo
cavallo di legno
di giostra colorata
che non conosce sosta
 e da lì non si sposta.
La mia mente,
superficie di lago
toccata dal vento
le cui onde nascono leggere
avanzano negli intrecci in crescendo,
si smorzano negli incontri sommanti
poi muoiono allungandosi
sulla dura linea della terraferma.
La mia mente,
cos’è di me?
‘chimicazione’ ‘animazione’?
spesso mi mente.

                                                                                              
 
Echi di primavera
 
Di rupe in rupe
tra roccia e roccia
da pianta a pianta
salta e rimbalza
il bianco e il viola
il giallo e il rosa.
Nel fiore
i cespugli assorbono colore
che improvviso macchia
la nuda tela
di terra marrone.
 
Gridi strilli cinguettii
di ali in ali
rimandan
battiti in fremiti.
Mantello ancor sulle vette
ma negli impluvi
ormai stracciato
fa lingue di serpente
la neve
che a valle si distende.
 
E del sole il raggio mattutino
batte su quella sponda
che alla sera le spalle volta.
 
Il lago riluce
e del sole il raggio ribatte
sulla sponda in faccia opposta
 le cui spalle proprio
al mattino essa volta.
 
Batte eppur la goccia
sussulta e tremola
sull’esile e giovane erba,
ribatte sul terreno
spruzza e ticchetta
risuona e si ripete.
 
Un assolo
in eco.